Socio Estetica

La cultura dell’estetica sociale è un’ esperienza già praticata e consolidata in alcune realtà europee, in particolare in Francia dove nasce alla fine degli anni 70.

L’associazione la Verbena ha portato per la prima volta in Italia nel 2014 la testimonianza diretta di una rappresentante del CODES-cours d’ésthetique à option humanitaire et social www.socio-esthetique-codes.fr (per approfondimenti vedi il box LA VERBENA IN UE)

In questa occasione l’allora vicedirettrice della scuola di specializzazione di estetica a opzione sociale e umanitaria , Codes, ha raccontato il percorso della socio estetista dalla formazione in aula all’inserimento come professionista in strutture mediche e medico-sociali.Sostanzialmente si tratta della pratica professionale di trattamenti estetici rivolti a persone che per i motivi più diversi hanno subito un danno alla loro integrità fisica (malattia, vecchiaia,incidenti) e psichica e sociale( disabilità, detenzione carceraria).

Anche in Italia negli ultimi anni le estetiste hanno rivolto alle associazioni di categoria e agli enti di formazione richieste di informazioni su come poter svolgere la professione in ambiti più “sociali” quali le case di riposo e gli ospedali, oppure richieste di seminari /incontri per confrontarsi su come approcciarsi a clienti malate, in particolare pazienti oncologiche. E’ quindi maturata, negli ultimi 10 anni una sensibilità ed un’esigenza da parte della categoria delle estetiste di essere sempre più informate e preparate anche nella gestione di queste situazioni, sempre più frequenti.

Altresì in campo medico-sanitario si è rilevato un interesse verso l’argomento: subito a seguito del convegno del 3 febbraio 2014 abbiamo provato a divulgare la tematica sul nostro territorio locale con la serata: BELLA …COMUNQUE: Percorsi integrati di cura, benessere e bellezza organizzato presso il Centro di Chirurgia Plastica e Medicina Estetica della Dott.ssa Patrizia Matano in Albenga con la presenza di Angela Noviello e Laura Grilli tra i relatori.

La finalità della serata era di far conoscere, in questo caso l’estetica oncologica, che nel modello francese è parte integrante dell’estetica sociale, questa nuova opportunità a referenti delle istituzioni e delle strutture sanitarie locali sul nostro territorio. Ma l’estetica oncologica è solo una delle possibili declinazioni dell’estetica sociale:
Esercitare la pratica socioestetica in contesti ospedalieri, sanitari, sociali significa portare uno sguardo, una modalità di ascolto e un servizio diversi da quelli offerti in questi ambiti dagli operatori sanitari e sociali ma complementari.
L’intervento formativo necessario è pertanto quello di specializzare l’estetista in socio-estetista strutturando il percorso in modo da offrire alle allieve una formazione in termini di strumenti di psicologia, di conoscenza dei risvolti delle diverse patologie, di conoscenza della principali problematiche con cui si può entrare in contatto nella pratica dell’estetica sociale, di acquisizione di informazioni, regole e protocolli fondamentali legati all’igiene e sicurezza vigenti in ambito sanitario e delle tecniche di gestione di lavoro in gruppo.

I contenuti sono, pertanto, strutturati in moduli ed all’interno di ogni modulo sono declinati gli apprendimenti specifici che insistono sulle modalità di approccio e sul trattamento di soggetti con patologie di ordine oncologico, dermatologico o geriatrico, sui rudimenti di chirurgia plastica e ricostruttiva, sulla corretta presa in carico del soggetto in termini psicologici, mentre per la cultura sociale sono previsti contenuti finalizzati alla conoscenza delle modalità di lavoro nel settore medico-sanitario-sociale.

A ottobre scorso, nella prima iniziativa di carattere nazionale sul tema estetica sociale, si è tentato di dare una visione d’insieme alla complessità degli aspetti di questa possibile evoluzione della professione di estetista nel convegno “LA SOCIO-ESTETISTA:COMPETENZE, RESPONSABILITA’ E RICONOSCIMENTO DEL RUOLO E DEGLI AMBITI PROFESSIONALI” organizzato da CNA Emilia Romagna Lombardia Marche e Toscana Benessere e Sanità.

In questa occasione ho presentato il lavoro «Profilo, unità di competenza e formazione della socio-estetista» una proposta di percorso di formazione per la specializzazione in socio-estetica ispirato al modello francese.

Si trovano approfondimenti sull’evento ai link

Invito tutte le estetiste interessate a prenderne visione in prima persona per farsi un’idea del potenziale di crescita professionale che rappresenta ma altresì dell’impegno personale e professionale che comporta acquisire una specializzazione in tal senso.
Occorre tenere presnete che il modello preso a riferimento, ovvero quello francese, è nato 35 anni fa quindi non sarà fattible di riprodurlo tale e quale in toto.

Peraltro sono dell’idea che al momento,si dovrebbe prevedere una sperimentazione di un percorso di specializzazione su tutto il territorio nazionale condivisa e concordata, per valutare la spendibilità di una tale preparazione aggiuntiva sul mercato del lavoro.
E’ fuor di discussione che qualche forma di disciplina e regolamentazione di queste nuove tendenze formative sia urgente e necessaria, per evitare  business formativi che in qualche modo possano danneggiare sia le  estetiste che gli utenti finali.

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